Soluzione attraverso l’osservazione

Tratto da “Alle fonti della vita”

Copertina del libro alla fonti della vita

 

Quando ti sei liberato dal nome, dalla forma, dal desiderio proiettivo e dalla paura conflittuale che essi creano, che cosa rimane da fare?

Siediti, rendi quiescente la tua mente e medita profondamente su ciò che ti sospinge a pensare, a proiettare eventi-cose, ad accumulare superbia, notorietà, importanza (agli occhi degli altri), vanità, ricchezze materiali o eruditive-intellettive, ecc.

Segui l’energia di piacevolezza o di sofferenza, osserva il tutto come potresti osservare un oggetto esterno che ti sta di fronte.

Sii costante nella pratica dell’osservazione: per giorni, mesi o anni.

Osservando rimani osservatore distaccato, punto al centro nel tuo stesso flusso e riflusso. Devi essere come il sole che rotea su se stesso, non devi farti trascinare dalla forza-movimento dei contenuti-pianeti energetici che esiste nella tua spazialità psichica.

Se persisterai, la tua riconquistata “potenza solare” risolverà le forze lunari, che ti costringono, fino al dissolvimento finale.

 

Il paragone con l’opera alchemica

L’opera procede per gradi: .il contenuto solido lo devi rendere più plastico, quindi liquido (il tamas devi renderlo rajas). In questa fase bada all’aspetto umidità, è di estrema importanza. Devi rendere sciolto il solido.

Passa adesso alla fase successiva: il liquido devi evaporarlo, dissolverlo e trasformarlo così in aeriforme, cioè aria. Il giusto dosaggio ‘del Fuoco solare e la giusta distanza dal contenuto ti renderà spedita l’operazione. Attenzione a questa fase: se il Fuoco si allontana troppo, cristallizzi il liquido senza scioglierlo; se ti avvicini più del necessario, lo porti in esaltazione, operi delle scissure, e poi non potresti sopportare un “mare emotivo” in ebollizione, bruceresti il tutto con gravi conseguenze.

Ciò che ti occorre, a questo punto dell’Opus, è vigilanza, direzione energetica univoca verso l’alto: molla qualunque presa a terra. Il giusto rapporto tra Fuoco solare e forza, o elettricità lunare, completerà il tutto.

Se riesci nell’operazione, trasformi il rajas in sattva, il movimento emotivo e passionale attrattivo-repulsivo in movimento lineare, armonico e rarefatto.

Se hai ancora coraggio, conoscenza e sete di Unità, allora apprestati a risolvere l’aria, il pensiero stesso

Come. puoi notare, uso i vari elementi come simboli di realtà più profonde.

 

Questo stadio è delicato e richiede impegno. Hai eliminato i supporti oggettivi, adesso devi eliminare quelli soggettivi. Hai risolto il mondo dell’ oggetto e ti stai apprestando. a risolvere quello del soggetto. Qui sei solo con i tuoi pensieri e non potrai neanche materializzarli perché ti manca l’acqua, il fluido forgiatore di cose, ma anche di conflitti.

Se in te c’è aspirazione alla soluzione, non mollare la presa e continua nell’opera. Ma non guardare né a destra né a sinistra, soprattutto in questo momento. Prendi la “Via della Freccia” e vola verso l’Unità solare, la Corona non-manifesta o principiale.

A questo punto l’azione è duplice: da una parte devi bruciare ogni idea esistente nel tuo pianeta, ormai composto solo di aria. Che il Fuoco solare dardeggi con i suoi raggi risolutori. Dall’altra, devi incominciare a vivere senza … aria. Per te il pensiero stesso non serve più. Esso esiste solo per risolvere qualche problematica individuata, ma a chi non ha più problemi di ordine individuato, dimmi: che valore può avere un simile strumento?

L’azIone del Fuoco solare dev’essere incisiva e misurata; se qualche riverbero di Fuoco liquido ti riprende, usa vigilanza e decisione; la tua mèta è incenerire i semi aeriformi che sono le radici dell’ignoranza (avidya).

 

Fai attenzione: l’aria è sottile, leggera, saettante, ma infida; ti sembra di averla in pugno e invece non è così. Credi di averla aggiogata e invece ti ha aggiogato, pensi di averla giocata e invece ti ha giocato.

Il pensiero è veramente diabolico, è capace di formularti persino una filosofia apparentemente accettabile, ineccepibile pur di non farsi incenerire. L’acqua è troppo pesante e rozza per mascherare il suo movimento, ma l’aria è fuoco che splende, ti sa cullare dolcemente, ti dà voli maestosi e inebrianti.

Ti dico che se non sai osare sarai intrappolato sul piano dell’aria e in esso vi potrai dimorare per lungo tempo, ritardando l’opera finale. Molti “pensatori” la stanno ritardando.

Ma se hai decisione, volontà robusta e sai adoperare saggiamente la potenza del Fuoco, allora vedrai lentamente diminuire e rallentare il ritmo “ideale” proiettivo.

Puoi usare due strumenti potentissimi: il colore e il suono. In ultima analisi, è tutto luce, anzi Fuoco (Agni), ma il Fuoco ha tante frequenze, bande luminose o sonore.

Con un raggio “laser bianco” puoi incenerire il seme fino a completa soluzione. Oppure puoi adoperare il suono (mantra, frase di potere, ecc.) e in questo caso lo schianti, lo disintegri.

Con il silenzio, la vigilanza e la disintegrazione dei semi concettuali, andrai certamente avanti. Se hai completato questo processo hai azzerato la tua sostanza planetaria aeriforme, l’hai resa placida, calma, come un mare in profonda quiete.

A questo punto sei veramente con te stesso. O che sublime realtà! Ma non crederti di essere quell’io o quell’individualità del passato. Non c’è più niente in te di ciò che un tempo ti è appartenuto. Adesso sei cosmicità vivente, sei datore di vita, ma non più fruitore d’incompiutezze.

Hai risolto tutti i “pianeti” che imprigionavano la tua coscienza, sei rimasto, così, Fuoco incolore in libertà, sei, Agni stesso, il dio del Fuoco e di tutti i fuochi.

 

Ora devi spegnere lo stesso Fuoco. Questo è un passaggio che implica solitudine e maturità. E’ la morte conclusiva, finale; è la morte che concede l’Infinità e l’Incondizionatezza. Non si tratta più di guardar fuori, perché non hai più niente di fronte a te. Sei solo con te stesso e con quella potenzialità di ritornare aria, acqua, terra o cose di altro genere, tanta è !’indefinita possibilità espressiva che puoi manifestare.

Solo a questo stadio puoi comprendere la vera natura e funzione del Silenzio.

Se diventi padrone del Silenzio, il tutto procede da sé. Comprendi? Hai risolto il movimento ellittico traslatorio samsarico delle tue forze o fuochi minori lunari che si alimentavano e si perpetuavano con il calore del Fuoco centrale; adesso devi risolvere lo stesso movimento rotatorio o Fuoco centrale che ti costringe sul piano della manifestazione, per quanto sopraformale e principiale.

Se la maturità te lo impone, allora ti dico: fermati e attendi.

Se tu sei in cammino o in movimento e mi chiedi che cosa devi fare per non muoverti più, ti rispondo semplicemente: fermati.    

 

Se mi chiedi che cosa potrà succedere nel fermarsi, ti rispondo: chi si preoccupa di ciò non è ancora pronto, non è ancora maturo. A certi livelli c’è solo un prepararsi all’agonia, senza lacrime, senza parole, senza perché. Se hai Dignità affronti l’elemento, diversamente è bene non tentare neanche.

 

L’elemento ferro-solido, negli altiforni, possiamo renderlo liquido fino ad un punto tale da dissociare le sue stesse molecole. Con ciò lo rendiamo aeriforme ed elettronico, invisibile all’occhio sensoriale. Se, ancora, andiamo avanti nell’opera, quell’elemento lo possiamo risolvere nell’infinita vita universa: la massa si risolve nell’energia in libertà.

Come vedi, il processo è lo stesso. In entrambi i casi il Fuoco. è l’elemento necessario, in entrambi i casi ci sono certi passaggi che l’alchimia conosceva già da tempo. 

Come in basso così in alto e viceversa.

Se vuoi trastullarti con il piombo e con il ferro, fai pure, potrai diventare ricco materialmente, ma rimarrai pur sempre un incompiuto.

Se invece consideri l’atanor come il tuo stesso sistema psicofisico, allora le cose cambiano: l’opera esige maturità, dignità e solitudine, oltre che intelligenza e grande ardire; ma se osi non ti necessiterà più la ricchezza materiale, perché riconquisterai la tua assolutezza.

Sappi che puoi seguire la Via dell’Immortalità o quella dell’Eternità, a te la scelta.

Puoi trovarti libero di “scendere e salire” nei diversi domìni, ma puoi trascendere tutto il divenire. Ricorda che anche gli Dei sono macerati dal tempo.