La Filosofia dell’Essere

La filosofia tradizionale – FILOSOFIA DELL’ESSERE – non ha niente a che fare con la comune filosofia moderna, che nasce dalla concettualizzazione individuale. Essa non ha paternità umana perché rappresenta quella Philosophia perennis che riceve ispirazione dal Principio stesso. Si tratta di Filosofia realizzativa o Metafisica realizzativa, va direttamente sperimentata e non memorizzata.
La Filosofia dell’Essere è teoria e prassi, Verità e disciplina; Verità metafisica perché trascende il naturato (ciò che fa parte della natura), prassi perché mira alla realizzazione effettiva di tale verità.
Si parla di Filosofia tradizionale, o di Metafisica realizzativa, perché essa riguarda la pura essenza delle cose, la pura costante – il puro Essere. Ora la filosofia dell’Essere riconduce tutto il movimento ad un Punto centrale immobile o costante che è la Realtà ultima ed assoluta.
Se la scienza si interessa del relativo e del movimento, la metafisica s’interessa della Costante, del Punto immobile.
La Filosofia della non-dualità si pone in cima alla piramide delle Dottrine filosofiche perché riconosce l’Uno-senza-secondo come la costante assoluta micro e macrocosmica, universale, scavalcando così ogni possibile dualità o polarità.
Per i fini realizzativi importante è capire ciò che si vuole intendere con determinate parole. Il linguaggio spesso divide, anziché unire. Lungo il tempo certe cose sono viste da angolazioni diverse, da posizioni coscienziali difformi, a volte opposte, si tenga presente che gli individui si trovano a diversi gradi di “risveglio” quindi non possono non parlare lingue che sono inerenti al loro grado coscienziale.
La Filosofia dell’Essere è anche sperimentazione diretta della verità, diremo che si parla di “oscuramento” della Verità metafisica perché quelli che ad essa si sono accostati, e ancora si accostano, invece di viverla, si dilettano semplicemente. Molti essendo arrivati solo allo sviluppo mentale empirico, sono necessitati esclusivamente a scrivere, a fare saggi discorsivi, ad essere recensori, eruditi, seguendo la linea di minor resistenza.
La Verità metafisica va incarnata, ciò vuol dire che Essa deve discendere e farsi, appunto, carne. Se non si attua questa discesa, l’individualità non viene trasfigurata. La sperimentazione consiste appunto in questo processo di discesa, assorbimento e assimilazione coscienziale fino ad essere tutt’uno con la verità.