La causa della caduta e quindi del conflitto e del dolore a livello della mente

R – Se ci sei caduto vuol dire che l’hai potuto fare. Diremo che la tua natura è tale che può esperire infinite possibilità vitali. Cerchiamo di comprendere ciò che avviene a livello manasico. Tu hai la possibilità e la libertà di pensare, nell’ambito ovviamente della tua natura, tutto ciò che vuoi; ora fai attenzione: tu puoi pensare e rimanere libero dal pensato, oppure puoi pensare e fonderti con il tuo oggetto pensativo fino ad un punto tale da considerarti non più soggetto pensante ma oggetto pensato.
… Se. la tua mente irrequieta si chiede, ad esempio, perché tu sei di ordine maschile e non femminile, umano o altro, io ti dico che stai andando contro un principio di logica e razionalità; tu sei maschile perché tale è la tua natura; tu sei ciò che sei, e basta. Non possiamo discutere sulla natura di un dato perché, appunto, essa è ciò che è; però possiamo discutere sul funzionamento di tale natura, su come essa opera e si determina. Il manas è un veicolo d’investigazione che, oltre ad avere necessariamente i suoi limiti, deve riconoscere che ci sono certi perché che non possono avere risposta per il semplice fatto che tali perché appartengono alla natura dell’essere. Diremo, ci sono delle realtà ultime che sono tali perché, appunto,. sono ultime.
…. Quindi non chiederti, in riferimento alla stessa mente, perché essa pensa; la mente pensa perché rientra nella sua natura pensare; così sappiamo che l’umidità è connaturata all’acqua, e così via. Ritornando al nostro discorso possiamo concludere dicendo che puoi agevolmente constatare – senza alcuna dimostrazione dialettica – che sei libero di pensare senza identificarti con il prodotto pensato, come puoi pensare e identificarti con il pensato; e infine, aggiungiamo adesso, puoi essere anche libero di non pensare.
Abbiamo, dunque, che la mente può operare in modo triplice:
1. Pensare con identificazione 2. Pensare senza identificazione 3. Non pensare
La prima condizione appartiene alla maggior parte degli esseri viventi: da qui la perdita della propria identità e conseguentemente l’acquisizione di tutti quei surroga.ti di cui abbiamo parlato.
La seconda condizione è del realizzato ontologico (se ci è consentita questa espressione), la terza appartiene a colui che ha trasceso l’istanza di fare con immedesimazione, e di agire senza assimilazione.
La mente … viene sollecitata da condizionamenti esterni oltre che da quelli inconsci interni … L’acqua dell’oceano può essere messa in movimento dalla potenza interna dei suoi icebergs o dalla spinta-stimolo prodotta da un fattore esterno. .
La mente-coscienza, se lo desidera effettivamente, per quanto sollecitata da agenti esterni, può rimanere immodificata, può determinarsi punto al centro senza alcuna reazione emotiva e produzione di immagini. Infatti, quante volte hai ricevuto stimolazioni dall’esterno senza modificare la tua mente-coscienza? Quest’ultima ha la possibilità di porsi in una posizione neutra.
Possiamo riassumere il tutto in questo quadro il quale si ripresenta in modo ritmico:
0. Quiete Coscienziale
1. Impulso originario, causa del movimento (Sollecitazione)
2. Movimento emozionale qualificato (Modificazione coscienziale)
3. Ideazione e programmazione dell’evento con conseguente procacciamento dei mezzi atti a gratificare !’istanza e calmare il movimento
4. Estinzione del movimento.
Come puoi notare, tra due posizioni di QUIETE, di calma, di riposo, esiste la tensione-modificazione di coscienza. Un giorno comprenderai un particolare agire scevro da questa tensione-modificazione, il che vuoI dire che pur agendo sarai in pace e in quiete con te stesso e quindi con la vita; vuoI dire che ti porrai fuori del divenire psichico, fuori del movimento conflittuale polare. Penso che l’hai intuito quando abbiamo parlato delle estrinsecazioni del manas.
L’impulso costituisce un minimum di energia potenziale di un seme ben radicato nella sostanza mentale. Il movimento è la messa in moto dell’emozione-sentimento, è la tensione psichica che sospinge la mente all’ideazione-immaginazione, ad organizzarsi sul piano della programmazione e a modificare la coscienza. Il movimento rappresenta il divenire miiyii psichico. L’estinzione del movimento avviene con la cessazione dello stimolo, con la gratificazione del contenuto direzionale, con lo scarico della tensione.
La ripetizione del processo: istanza, movimento, ecc. … è ritmica e costante perché il seme si ricarica, si auto alimenta proprio con la ripetizione, assimilando cioè il piacere-dolore, la qualità del fatto, dell’esperienza. .Così la ripetizione del movimento muscolare allena e alimenta il muscolo. La droga del sesso, della vanità, ecc., o quella che fino ad oggi hai preso, ti procura piacere (o dolore, il che è lo stesso).
Il piacere-dolore ha una potenza tale da solcare la sostanza mentale, da inciderla; la conseguente ripetizione forzata ti produce ulteriore piacere-dolore che va ad alimentare il seme, e così via. Quindi, il seme può perpetuarsi fino all’indefinito, nutrendosi con il gioco del suo stesso ritmo vitale. Un’idea-contenuto è un ente, con una sua propria vitalità; esso può innalzarti o distruggerti. Dipende dalla qualità potenziale dell’ente-seme-idea, dipende dalla direzione che prende. .
Rompere il processo condizionante
Questo cerchio condizionante si può rompere, per fortuna. Ma occorre preparazione, volontà e intelligenza. Se portiamo l’intero prodursi del movimento al rallentatore, osserviamo quelle sequenze che abbiamo dato.
Noi possiamo, così, operare in un punto lungo le quattro fasi:
– Possiamo, cioè, impedire alla mente di ideare immaginare e quindi non farle condividere il movimento emotivo. Ciò rappresenta la rottura dell’immagine mentale; il pensiero opera sempre con immagini.
– Possiamo, trovando una forza uguale e contraria, fermare il movimento sensitivo. Ciò rappresenta un comprimere la forza emotiva sensoriale-sentimentale.
– Possiamo fermare l’impulso originario della sostanza mentale prima ancora che determini l’esaltazione emozionale.
Quest’ultima possibilità costituisce lo stato ottimale poiché, tra l’altro, non è frutto di inibizione, come noi intendiamo tale termine, in quanto l’annullamento avviene a livelli molto profondi, fuori del quadro conscio.
In altri termini scendiamo negli “inferi” per sradicare …??? insoddisfazione.
Se adoperiamo questo procedimento, possiamo servirci contemporaneamente anche dei primi due, perché gradatamente la tensione viene allentata; se invece ci serviamo solo delle prime due fasi, non risolviamo integralmente il problema perché la soluzione avviene a livelli troppo superficiali della psiche.