Nascita dei contenuti o Coaguli Energetici

Copertina del libro oltre l'illusione dell'io 

Ma come nasce un contenuto psicologico o un coagulo energetico? Per comprendere meglio tale processo possiamo rifarci alla visione Vedanta, soffermandoci, per il momento, sulla polarità purusa e prakrti. Il purusa è l’aspetto positivo, è l’Essenza, mentre la prakrti rappresenta la sostanza, l’energia (la chorà platonica) con cui si modellano le forme. La maya è la sostanza mediante cui le forme appaiono alla percezione.

Ora, un contenuto psicologico, abbiamo detto, è un coagulo energetico qualificato; ciò vuoI dire che il purusa incarnato (quel Raggio di luce immanente) tramite la mente formatrice, che è sostanza, modella il contenuto qualificandolo secondo l’intenzione conscia o inconscia. Così, un pensiero qualificato di qualsivoglia natura ripresentato, reiterato persistentemente crea, appunto, una condensazione della sostanza, fino a formare un ente, direbbe Plotino, tale da condizionare il riflesso del purusa.

 “Si diventa ciò che si pensa, questo è l’eterno mistero”, afferma la Maitry upanisad o, in termini occidentali, l’energia segue il pensiero. Si comprende quindi la necessità di disciplinare la mente, in modo che possa diventare uno strumento docile nelle mani dell’Ente essenziale.

R: Specialmente noi occidentali sottovalutiamo il potere della mente e del pensiero qualificato, spesso non siamo sufficientemente attenti nel disciplinare la mente ed i pensieri, quindi conseguentemente, essendo il “pensiero reiterato” responsabile della formazione di coaguli energetici, rimaniamo condizionati (come riflesso dell’Atman) dai contenuti creati da noi stessi. Dobbiamo quindi fare molta attenzione nell’imporre una disciplina alla nostra mente. 

Occorre ricordare che il processo realizzativo consiste nello sciogliere le forme coagulate (contenuti qualitativi individuati), rallentare il moto della prakrti (sostanza) e infine risolverla nel Purusa (principio); la sostanza non è altro che una semplice polarità. A questo riguardo la simbologia di Adamo e di Eva è significativa. Eva-sostanza nasce dalla costola di Adamo-essenza. Si può ancora dire che l’uno, proiettando un suo riflesso, crea il due; o, ancora, il punto, sdoppiandosi, forma la linea.

Sulla via del ritorno la quantità formale (molteplici contenuti di qualunque ordine e grado) deve ridursi all’unità e questa reintegrarsi nell’ Uno-senza-secondo.

Il conflitto-sofferenza deriva dal contrasto tra i vari contenuti avendo questi qualità opposte; è un dato evidente che nella nostra circonferenza psichica esistono enti creati da noi che si combattono per la loro sopravvivenza.

Occorre far tacere le molteplici voci che intorbidiscono e travolgono la coscienza; occorre, senza sentimentalismi, riconoscere che: o è la sostanza che, in modo caotico, lambisce l’intera circonferenza, oppure è il purusa, o l’ente reale, essenziale, che impone il ritmo direzionale alla circonferenza.

La sostanza è un cattivo padrone, ma un ottimo e utile servo. Lasciare che la prakrti si modelli secondo i vari stimoli interni o esterni che può ricevere senza l’intervento direttivo dell’Ente essenziale, o “Ordinatore interno“, significa trovarsi completamente alienati.

Il disordine di una società è il riflesso-specchio del disordine della sostanza individuale che non viene plasmata secondo la pura Idea, direbbe Platone, o la volontà spirituale della Coscienza.

L’ignoranza di ciò che si è (avidyā) porta al vivere proiettivo psicotico, quindi al vivere folle. Infatti il mondo degli ego empirici è una dimensione paranoica; il Liberato ha sconfitto l’ignoranza; gli rimane il vivere privo di proiezioni, senza aspettative: persino i suoi stessi atti possono apparire importanti agli occhi degli altri ma non ai suoi.

Quando hai sciolto i vari contenuti, o le indefinite forme qualificate, nella tua circonferenza esistono da una parte il Purusa incarnato e dall’altra la prakrti completamente integra, neutra, non-qualificata. Se hai ancora sete di compiutezza e di unicità devi risolvere (come hai già notato precedentemente) la polarità prakrti nel Purusa in modo che i due diventino uno.

A questo punto non puoi dire: “lo sono questo” (il “questo” rappresenta la molteplicità dei contenuti e delle qualità che caratterizzano la tua spazialità psichica). Non c’è alcun secondo con cui puoi identificarti; sei solo: “lo sono“; anzi, semplicemente “Sono“, avendo eliminato appunto il “questo”. Sei in uno stato coscienziale molto avanzato perché ti sei portato nella condizione primordiale prima della “caduta” o della “scissura”, avendo sciolto anche il senso dell’io (ahamkara) o l’appartenenza a un nome e a una forma.

Questo “Sono” è la causa prima che può muoversi negli stati molteplici dell’Essere universale in perfetta libertà e può avere indefinite possibilità espressive; è lo stato ottimale. Ma ogni causa è già determinazione; per quanto principio, che ha dato origine a ogni possibile divenire, rappresenta la matrice dell’imprigionamento, degli eventi che prendono concretezza.

Quindi abbiamo:

Sono = esistenza in manifestazione come causa primordiale.

Io sono = Consapevolezza del me che esiste.

Io sono questo = il me che si identifica con le proiezioni offerte dall”‘lo sono”.

Gli stati di veglia, sogno e sonno, che sono movimento, appartengono all’ “lo sono questo”, all”‘Io sono” e al “Sono”. La consapevolezza assoluta è il Testimone dei tre stati e del movimento dell’esistenza e della non-esistenza dei tre stati.

Così l’Essere, in quanto è e non diviene, è di là, non solo dal tempo e dallo spazio, ma anche dalla causa o dal principio da cui tutto emerge; quindi, occorre risolvere il “Sono” (in quanto coscienza universale principiale, seme degli indefiniti stati dell’ente) nell’assoluta Realtà non determinata.

Diremo che il “Sono” è la prima determinazione o specificazione dell’Essere-senza-secondo non-qualificato o dell’Uno metafisico.

Ecco un quadro riassuntivo:

  • lo sono. 
  • lo sono questo – I punti sono le molteplici voci qualificate.
  • La sostanza resa limpida, neutra, scevra di coaguli. Soluzione della stessa subcoscienza.
  • La polarità negativa o sostanza si risolve nell’unità-causa principiale.
  • Realtà assoluta non qualificata.