Il complesso energetico e la sua soluzione

Il nostro problema qui è di trascendere il divenire ….
Lo scopo e il sottofondo della condotta umana è costituito da:
Dharma (dovere), Artha (oggetto), Kama (desiderio) e Moksa (liberazione) …
La filosofia dell’Essere, per assolvere a questi scopi, indica quattro tappe della vita, che rappresentano precisi stadi di coscienza dell’individuo.
Brahmacarin (studente), grhastha (capo famiglia), vanaprastha (anacoreta) e samnyasin (rinunciatario).
- Lo stadio dello studente è caratterizzato dall’apprendistato;
- Quello del capo famiglia, dal senso dell’autodeterminazione, della responsabilità della famiglia e/o del lavoro, dei rapporti sociali,
- Quello dell’anacoreta, dal rientro in se stesso, dal riorientamento delle proprie energie, dall’istanza di avvicinarsi alla liberazione (moksa);
- Quello del rinunciatario, dal distacco da tutto il mondo del divenire.
Ogni stadio di vita implica un preciso dovere (dharma), per cui il dovere dello studente non è quello del capo famiglia e così di seguito.
L’individuo, e quindi l’umanità, è qui per un preciso scopo: conoscersi, comprendersi, essere.
Non siamo qui per considerarci Principe, imprenditore o lavoratore manuale … per fare soldi e accumulare ricchezza, usare violenza, o semplicemente per mangiare e copulare.
L’imperativo categorico dell’uomo è quello di ritrovarsi come Totalità o unità, di uscire dalla frammentarietà e incompiutezza in cui si trova….
Non siamo qui per agire e determinarci sul piano del divenire producendo altro divenire – prigione, ma per trascendere il divenire stesso, far cessare il nostro moto imprigionante realizzandoci “Motore immobile”. ….
Primo: il complesso energetico (di ogni individuo) va trattato a seconda del preciso stadio di vita (studente, capo famiglia, anacoreta, rinunciatario), perché è soggetto a variazioni.
Secondo: non è questione di inibizione, ma di soluzione delle energie …
Per riconoscersi in uno degli stadi di vita, trattandosi di stadi coscienziali che non seguono necessariamente l’età biologica, è necessario seguire una via realizzativia (sadhana) ed avere un rapporto diretto discepolo-istruttore. Una sadhana non può essere fatta da soli, soprattutto inizialmente, per cui al discepolo vengono date opportune indicazioni.
Rif: Sappiamo, anche per esperienza diretta, che in ogni individuo generalmente si presenta un suo complesso energetico, che, come viene detto chiaramente nel libro “Oltre l’illusione dell’io”, deve intendersi quell’insieme di “contenuti psicologici o coaguli energetici qualificati che hanno una certa forza e persistenza da condizionare il centro di coscienza non ancora stabilizzato … particolari contenuti possono rendere l’ente completamente aggiogato e frustrato …” .
Dovremo quindi conoscere meglio questi “coaguli” o contenuti e chiederci in primis come nasce dentro di noi un contenuto energetico (vedi “Oltre l’illusione dell’io”).