Sintesi della Via

Per amore di sintesi possiamo dare un quadro di queste ultime fasi:
1.Separazione della coscienza mercuriale dalle sovrapposizioni qualitative energetiche.
2. Fissazione della medesima in modo che da “lunare” diventi “solare”; ciò implica l’ arretramento della coscienza sì da poter osservare, per via diretta, tutto ciò che si muove nel campo della spazialità psicofisica.
3. Non giudizio, né condanna nei confronti dei vari contenuti psicologici e neanche esaltazione o gratificazione. L’osservazione o, meglio, l’essere consapevoli deve avvenire in modo impersonale e con “divino distacco”.
4. Integrare i contenuti nella coscienza, sciogliere la “massa” oggettuale nel mare della consapevolezza pura, non condizionata cioè dal “senso dell’io” (aharhkara). Come si può notare è l’operazione opposta al precedente stato in cui era la coscienza mercuriale a essere integrata nel contenuto oggettuale qualitativo, trovandosi così in uno stato di soggezione, di “caduta”.
5. Evocazione di energie universali in modo da trasfigurare citta, la totalità della spazialità psicofisica. L’evocazione presuppone che le qualità universali sono già in noi; dalla potenza dovremo portarle in atto e l’evocazione costituisce un mezzo potentissimo per quanto qualche volta non compreso dal discepolo.
Se questi cinque fattori vengono messi in atto la sadhana procederà in modo appropriato; ma occorre precisare che la Realizzazione, o Liberazione dal conflitto-dolore, va amata più di ogni altra cosa di ordine contingente e fenomenico.